Devo subito fare una precisazione: non è stato possibile, almeno qui a New York, utilizzare i video che ho girato presso gli store ed intervistando la gente comune perchè non mi hanno dato l’autorizzazione e con queste cose negli States non si scherza senza rischiare sanzioni importanti. Troverete solo il video della simpatica Roxanne che ho incontrato presso lo Starbucks Coffee della Trump Tower sulla 5th Avenue e che, secondo me, illustra in modo eccellente le problematiche di Android. Ciò che risalta dalla chiaccherata con gli impiegati degli store di Sprint, T-Mobile, At&t e Verizon è molto chiaro: chi vende iPhone punta tutto su quello; chi non lo ha a listino farebbe i salti mortali per averlo. Dopo il salto troverete le considerazioni finali dopo il break. Aspetto le vostre considerazioni
Partiamo con Verizon; la situazione è, forse, la migliore di tutti gli altri operatori perchè con iPhone si garantiscono il guadagno ma “spingono” con decisione anche i dispositivi Android specifici per il loro brand. Mi hanno segnalato come molti utenti con iPhone passino da At&t a Verizon per la migliore qualità e velocità della connessione dati; fra i dispositivi Android più richiesti il Droid Razr è il più venduto (almeno nel negozio che ho visitato io, sulla Madison all’incrocio con la 56°). Diversa la situazione per i tablet in quanto per il 95% degli utenti esiste solo iPad (tablet=iPad) e i contratti accesi per il nuovo modello viaggiano all’incredibile cifra di circa 200 al giorno, in leggero calo nelle ultime due settimane.
At&t: anche qui non ci sono novità, iPhone e iPad su tutti. In seconda e molto distanziata posizione troviamo i Nokia Lumia ma con numeri risibili rispetto ai gioielli Apple. Un impiegato mi ha confessato che gli americani non gradiscono molto WP e gli preferiscono sempre iOS.
Sprint: bocche cucite e molta difficoltà a ricavare informazioni. Quello che risalta è lo stato di crisi in cui si dibatte l’operatore. E’ una di quelle situazioni cui accennavo prima per cui si cerca di ottenere la possibilità di vendere iPhone/iPad come ultima ancora di salvezza. Il telefono più venduto degli ultimi mesi è stato HTC Evo 4G e si aspettano molto dal nuovo modello.
T-Mobile è il fanalino di coda subito dopo Sprint. L’intervista con la nostra amica Roxanne (che aveva un Galaxy S, al momento in cui lo acquistò, il migliore del listino T-Mobile) ha denunciato tutte le carenze a livello di copertura della loro rete e, cosa che per gli americani è molto importante, un pessimo servizio clienti. Conclusione? Roxanne passerà a Verizon con iPhone non appena scadrà il suo contratto. Proprio a questo proposito voglio segnalare come gli utenti americani non pensino mai a chiudere un contratto prima della naturale scadenza, nonostante la disponibilità di nuovi e più performanti modelli. Di solito sono le case a proporre upgrade che includano i nuovi modelli oltre a nuove opportunità di abbonamento voce/dati.
Accennavo prima ad una delle difficoltà di Android: quando ho chiesto (e lo sentirete nel video) a Roxanne se le piacesse Android mi ha risposto subito di no e alla richiesta del perchè mi ha detto, molto decisa, “Troppo complicato”. La seconda parte della risposta evidenzia, invece, come gli utenti comuni identifichino i problemi del dispositivo o del provider con problemi di Android descivendolo come un OS pieno di problemi. Noi appassionati sappiamo che non è così ma sappiamo anche di essere una minoranza rispetto al totale degli utenti cosidetti “normali”; chiudo con un’annotazione: passeggiando lungo la 5° Avenue tra Central Park e Times Square ho visto ben tre ragazzi con un Galaxy Nexus; sono riuscito a fermarne uno (che non ha voluto farsi riprendere) che mi ha confermato uno dei motivi più importanti per chi compra un dispositivo Android: l’assoluta libertà di crearsi il telefono su misura con le millemila ROM disponibili.
Ripeterò le interviste in California dopo il trattamento alla schiena e vedremo che risultati verranno fuori. Per ora godetevi Roxanne che ci saluta con perfetto accento di New York. Al proposito mi scuso per la ripresa scura ma, come detto, ero all’interno di uno Starbucks con luci molto basse.
