Tra rendering, congetture e speculazioni si mantiene viva l’attesa per il prossimo nato della casa di Cupertino, ma a parte i rumors e presunte verità, c’è qualcosa che sicuramente ci sarà sull’iPhone 5: la nano-SIM.

Nello scorso mese di giugno, l’European Telecommunications Standards Institute (ETSI), ha deciso, che le nano-SIM proposte da Apple saranno uno  standard, con buona pace delle proposte presentate dall’asse Nokia/Motorola/RIM le quali dovranno adeguarsi forzatamente a questa decisione, nonostante il disappunto e le minacce di bloccare i brevetti, velocemente poi ritirate.

Le dimensioni della nano-SIM saranno di 2,3 x 8,8 x 0,67 mm, ossia circa il 40% più piccole rispetto ad una attuale micro-SIM, sempre introdotta da Apple con l’uscita dell’iPhone 4 e secondo il Financial Times, tutti gli operatori telefonici europei, stanno facendo massicce scorte delle nuove SIM, per farsi trovare pronte non appena l’iPhone 5, terminale che ovviamente per primo adotterà il nuovo standard, sarà dato in pasto al mercato il prossimo autunno.

A parte il tedio che questa novità porterà a tutti coloro che usano terminali che non adottano ancora tale standard e non si sa se lo adotteranno, ma mi viene spontanea una riflessione: Apple ha affermato, giustificando l’imposizione del proprio standard, che ogni millimetro risparmiato per le SIM migliora l’ingegnerizzazione e gli spazi interni, i quali permetteranno di ottimizzare sempre di più le dimensioni dei terminali.

Ma visti i device attuali top di gamma, che montano ancora le normali SIM, ovvero nè micro, nè nano e tuttavia hanno spessori, dimensioni e peso assai contenuti ed inoltre montano comunque sensori e chip di ogni tipo, obiettivamente parlando, è davvero un male necessario la nano-SIM ?

Lascio a voi la risposta.

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