Non me ne vogliano i lettori di Batista70, ma sento il bisogno di scrivere qualcosa sull’evento di domani che darà alla luce iPhone 5. Sono contento? Eccitato? Sono frustrato? Indispettito? Sicuro sono pensieri personali in “punta di tastiera”. Non condivisibili o sottoscrivibili. Ma certo ci sono cose innegabili. Apple, se iPhone fosse così, ha perso il suo smalto.

Corre l’11 settembre, data infausta per gli Stati Uniti d’America, data (anche!) di vigilia per gli amanti della Apple.  Mancano, infatti, poco meno di 24h alla presentazione del nuovo iPhone 5. Stando ai rumors sappiamo tutto dal punto di vista estetico e quasi nulla dal lato prettamente hardware. Quasi come vedere miss Italia. Belle ragazze, ma il carattere è da conoscere. E quelle poche volte che aprono la bocca… Mah! Con il dovuto rispetto, poi, per l’aggettivo bello! Perché se è vero, come è vero, che la bellezza è soggettiva e che non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace (e che non ci sono più le mezze stagioni) l’iPhone propinato in queste ultime settimane sul web, onestamente, è bello a mamma soja. Almeno speriamo abbia un bel “carattere”. Insomma, cesso ma simpatico!

Perché a me il modello di iPhone che ci dicono sarà essere non piace. Troppo lungo. Troppo sproporzionato. Almeno in foto. È vero che ci sono cose come gli orologi che in foto dicono una cosa e al polso un’altra. Per cui potrebbe anche darsi che il nuovo telefono della mela morsicata sia piacevole. Ma giudicandolo così, ad occhio, spero sia potentissimo. Che poi, potente per cosa?! Fotocamera? Processore?!
Parlavo con un ragazzo poco tempo fa che mi diceva “devono tirare fuori qualcosa di davvero innovativo”.
“Gli intenti – ho risposto – sono leciti, ma cosa c’è di davvero innovativo da tirar fuori adesso?! Si può migliorare quello che c’è. Di innovativo non riesco ad immaginare nulla”. Forse, ho poi pensato, questa è una delle differenze tra Steve Jobs e me. Lui era un visionario, io no. Bene, se la Apple facesse uscire l’iPhone 5 che abbiamo visto tutti, almeno per l’estetica, sapremmo che di visionari a Cupertino non ce ne sono più. Così come grandi designer. Non solo. Anche la celebre segretezza Apple, dove è finita?
Prima i keynote di San Francisco erano Pasqua e Natale anticipati. Non vedevo l’ora arrivasse il giorno della presentazione per “scartare” il nuovo iPhone, il nuovo iPad. Adesso so, sappiamo, quasi tutto già prima. Anche per i Macbook Pro 15” si sapeva già del retina display e perfino della risoluzione. È un po’ come se la sera della vigilia di Natale qualcuno ci dicesse: “Sai che i tuoi genitori ti hanno regalato il trenino”? senza tuttavia dirci se della Rivarossi o della Lima. Ecco come mi sento oggi. So che domani mi regaleranno il trenino, ma non so esattamente come sarà. Che tristezza l’Applenatale rovinato!
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