Come è facile intuire dalle mie note biografiche, sono un grande estimatore del robottino verde e di tutto l’eco-sistema Google ad esso associato. Questo però non deve impedire un analisi oggettiva relativamente ai difetti che affliggono questo sistema operativo, a prescindere dal fatto che siano più o meno gravi.

Questa premessa era doverosa per poter analizzare insieme un annoso problema che riguarda Android praticamente dalla sua nascita, e che molto spesso è motivo di lunghissimi dibattiti: la frammentazione!

Un esempio lampante di questa situazione ci viene fornito direttamente da Big G, che appena due settimane fa ha pubblicato i dati di diffusione delle varie versioni del robottino verde. L’ultima release , la 4.4 Kitkat, nonostante sia stata presentata il 31 Ottobre del 2013 è ferma alla quota di 1,4%; un dato bassissimo se si pensa al numero di terminali Android presenti su scala globale. Ciò che però ci dà la vera dimensione del problema della frammentazione, sono i dati relativi alle release più datate: mentre è accettabile che Jelly Bean nel suo complesso raggiunga la quota del 59,1%, appare davvero singolare che Gingerbread e Ice Cream Sandwich detengano rispettivamente le quote del 21,2% e del 16,9%. Bisogna comunque sottolineare che avere l’ultima versione del sistema operativo non significa necessariamente godere di vantaggi.

Personalmente la mia priorità è quella di avere uno smartphone che funzioni a dovere, tanto più che le novità introdotte dalle varie versioni di Android si assottigliano sempre di più (come è ovvio che sia, visto l’altissimo livello raggiunto). Questo però non può giustificare la grave situazione di frammentazione, anche perché l’utente “medio” vive come una sorta di abbandono il fatto di non poter aggiornare all’ultima release il proprio terminale. Inoltre, se è vero che le differenze tra la 4.3 e la 4.4 sono davvero esigue, così non è se confrontiamo Kitkat con Gingerbread e Ice Cream Sandwich. Le responsabilità di questo fenomeno sono di difficile individuazione. Google è di fatto una società di servizi, e la libertà che dà ai produttori rappresenta probabilmente il vero successo alla base di Android. D’altro canto, questa politica “open-source” si traduce in hardware e interfacce differenti, che sono poi la causa principale della frammentazione (oltre che evidenti politiche marketing).

Tutte queste ragioni mi hanno spinto a pormi alcune domande: ci sarà mai una soluzione? La frammentazione rappresenta davvero un problema? Oggi come oggi, mi risulta davvero difficile poter rispondere soprattutto perché, da buon “malato” di tecnologia, cerco di provare spesso i nuovi modelli di smartphone e di conseguenza avverto di meno questa situazione. Mi piacerebbe però potermi confrontare con voi su questa tema che, sono sicuro, starà a cuore a molti. Perciò…discutiamone insieme!

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