La notizia della settimana è indubbiamente l’acquisizione da parte di Apple dell’azienda fondata dal famoso rapper americano Dr.Dre, specializzata nella realizzazione di cuffie, auricolari, docking station oltre che proprietaria del servizio di streaming musicale chiamato Beats Music. Occorre precisare che l’intera operazione non è stata ancora conclusa, ma testate giornalistiche autorevoli (su tutte il New York Times) danno l’affare per concluso sulla base di 3,2 miliardi di dollari (come ricordato da Loris nella news pubblicata ieri).
Questa scelta da parte di Apple ha suscitato parecchio clamore, e per tale ragione credo sia doveroso cercare di analizzare le motivazioni che hanno spinto l’azienda di Cupertino a compiere questa operazione.
Innanzitutto bisogna sottolineare che tale acquisizione rappresenta la più dispendiosa della storia di Apple, in netta contrapposizione con quella che è sempre stata la filosofia di Jobs: acquisire piccole realtà integrandole nel proprio ecosistema senza clamore mediatico.
La “carne messa sul fuoco” da Beats rappresenta però una coerente continuità con quanto viene attualmente offerto da Apple: Beats Music verrà probabilmente integrato in iTunes Radio; la linea degli iPod potrebbe essere rilanciata tramite dei “bundle” con le ottime cuffie Beats (Studio, Solo HD, Tour, Pro ecc…); l’equalizzatore Beats Audio potrebbe essere portato all’interno di iPhone e iPad per esaltarne l’esperienza musicale (magari in abbinata a delle casse stereo in stile Htc). Non va poi dimenticato che l’abbinamento cuffie Beats-iPhone va molto di moda negli ultimi anni, soprattutto nel mercato statunitense. Insomma, le motivazioni possono essere tantissime e tutte assolutamente valide.
Non va poi dimenticato (come giustamente sottolineato da Loris) che Beats Music rappresentava un diretto concorrente per il servizio di streaming musicale di Apple, e quindi tramite questa acquisizione si andrebbe ad eliminare un competitor.
Personalmente però credo che la logica dell’azienda di Cupertino sia quella di sfruttare il marchio Beats in abbinata con i propri dispositivi mobili. Onestamente il servizio Beats Music non è assolutamente a livello di uno Spotify come numero di iscritti, senza contare che gli accordi con le case discografiche permettono alla Apple di possedere un più ampio catalogo.
Come al solito queste acquisizioni contengono moltissimi “messaggi cifrati” che sono di difficile captazione per noi comuni mortali. Per tale ragione, mi piacerebbe discutere con voi su questo argomento…fatemi sapere la vostra!
