Come ben sapete, l’acquisizione di Whatsapp da parte di Facebook è stato uno degli eventi più importanti di questa prima parte del 2014. L’operazione ha suscitato enorme clamore mediatico, soprattutto per due aspetti fondamentali: il potenziale regime di monopolio da parte di Zuckemberg, e l’enorme quantità di dati sensibili in mano a Facebook dopo l’acquisizione dell’app di messaggistica istantanea.

Non è un caso che tutti noi appassionati abbiamo avuto fin da subito delle perplessità, in quanto chi “bazzica” quotidianamente questo ambiente è ben cosciente del potere che, potenzialmente, Facebook potrebbe acquisire grazie a Whatsapp.

Fortunatamente anche l’Unione Europea non è rimasta inerme difronte a tale operazione, ed ha così deciso di cominciare ad esaminarla e magari, successivamente, aprire una vera e propria indagine. Innanzitutto sono stati inviati dei questionari ai concorrenti del social network per capire l’impatto della fusione con l’app di messaggistica sui rispettivi mercati. Una decisione che, nel caso sfociasse in un’inchiesta, rappresenterebbe un caso scuola su come applicare le regole Ue della concorrenza al mondo dei social media.

Come al solito bisogna segnalare l’assoluto silenzio dei mass media su questa vicenda, evidentemente per evitare di far capire “all’utente medio” la potenziale pericolosità di tale acquisizione. Di contro però con questo silenzio non si riesce ad apprezzare un qualcosa di estremamente positivo dell’Unione Europea, ovvero l’attenzione ai consumatori relativamente al mondo hi-tech (basti pensare all’introduzione del diritto all’oblio, di cui vi ho parlato in un precedente articolo).

Continuerò a seguire la vicenda per voi, così da tenervi aggiornati e capire se Facebook possa avere delle conseguenze in merito all’acquisizione. Purtroppo nel mondo della tecnologia le notizie vengono dimenticate in fretta, ma badate bene: la fusione tra Facebook e Whatsapp è molto pericolosa, in quanto porta in mano a Zuckemberg una quantità di dati personali enorme, che possono davvero rappresentare un business da ritorcere contro i consumatori.

In attesa di nuove evoluzioni, mi piacerebbe discuterne con voi.

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