La nuova versione del Gear vr di Samsung è ormai in commercio ma sia chi non ha mai provato la prima release sia chi invece ha passato del tempo in sua compagnia dovrebbe dargli una possibilità.
Alla continua ricerca di soddisfare la mia fame tecnologica presi al lancio la prima versione di questo visore che neanche a farlo apposta era studiato per lo smartphone che avevo per le mani in quei giorni: il Note 4.
Una sensazione bizzarra mi assalì appena confermato l’acquisto; ero l’unico fra i miei amici ad averlo comprato e la cosa mi appariva alquanto strana essendo un prodotto rivoluzionario anche se passato un pò in “sordina”
Quello che non mi sarei aspettato era però la fantastica esperienza a cui mi stavo per accingere.
Che se ne dica il Gear Vr è stato il primo ad introdurre a livello consumer un prodotto di cui per anni si era sentita solamente una vaga voce.
E’ vero c’erano già in commercio prodotti “low budget” per qualsiasi telefono ma l’esperienza con il Gear è di tutt’altro livello ve lo garantisco.
Non bisognava aspettare chissà quale data o cercare nomi complicati per l’hardware su cui poteva funzionare; era lì ,era reale.
La realtà virtuale, quella fantastica emozione di cui sono alcuni eletti narravano di aver provato era finalmente nelle mie mani, nelle mura di una stanza, sul mio letto in totale pace.
E’ questo che mi ha stupito del Gear Vr, la facilità e l’immediatezza che il prodotto offre, niente settaggi particolari, niente complicazioni inutili, tutto era facile ed intuitivo
Il prodotto di Samsung mi ha immediatamente riportato alla mente il periodo in cui il mercato dell’home entertainment fu scosso dall’arrivo delle console; come allora non bisognava essere laureati in elettronica per giocare, si metteva un cd o una cassetta, si accendeva e si giocava. Punto.
La stessa sensazione la vivrete con il Gear vr, dopo aver scartato il prodotto la voglia di accenderlo subito è grande, ma vi troverete ad affrontare un piccolo ostacolo:lo scaricamento dei contenuti (che durerà parecchio ve lo assicuro).
Fatto ciò avrete fra le mani un prodotto rivoluzionario.
Si accende, si inserisce il Note 4 ( adesso con la seconda release anche altri telefoni compatibili) e poi si assapora il futuro e perché no anche la paura.
Credetemi una volta accesso vi dimenticherete di tutto, vi staccherete dal mondo reale per proiettarvi ed immergervi in quello creato apposta da Samsung, non si può descrivere a parole, è pura adrenalina miscelata a stupore e irrealtà.
Dopo il filmato iniziale la sensazione è quella di essere all’aria aperta senza confini o pareti, quasi di essersi persi nello spazio.
Certo, prima di loro Oculus aveva già mosso diversi passi, ma la complicazione dei settaggi oltre che dei costi ne facevano un prodotto solo per gli sviluppatori e non per la gente “comune”
L’unica nota dolente, a cui Samsung ha già provveduto con la seconda versione, era l’appannamento delle lenti (che vi assicuro essere molto fastidioso in quanto interrompeva la magia che si era creata nella visione) oltre che ad un aumento della risoluzione delle lenti, perché in effetti un po l’immagine proiettata era di qualità non eccelsa anche se credetemi è un dettaglio che dimenticherete molto in fretta dopo neanche cinque minuti che avrete indossato il visore.
Dopo aver spolpato tutti i contenuti possibili e aver fatto provare il visore a tutti i miei amici (soprattutto l’app del Cinema è fantastica, vi ritroverete in un vero multisala o addirittura sulla Luna ) mi sovveniva una domanda: E adesso? Gli sviluppatori supporteranno il progetto? Quali contenuti arriveranno? Quali implementazioni potrà portare e in quali settori?
Tralasciando alcuni campi di cui non sono competente vi dirò la mia opinione.
Il Gear Vr e tutti i visori che verranno commercializzati in futuro hanno secondo me diverse opzioni d’impiego.
Non dimenticherò mai la faccia che ha fatto mia mamma quando glielo ho fatto provare la prima volta, lei così avversa a tutto ciò che è tecnologico per la prima volta non mi chiedeva di portarmi via quello stano “aggeggio” ma anzi mi chiedeva di lasciarglielo quando andavo al lavoro visto che per un po di ore poteva spaziare e andare in giro per mondi aperti senza bisogno di camminare o stancarsi visto che era impossibilitata.
Ecco, il Gear vr gli ha permesso di vivere un’esperienza sensoriale talmente immersiva da sembrargli “reale” ,in alternativa avrebbe avuto come compagna solo la sua stanza e le sue quattro pareti.
Da accanito “videogiocatore” di vecchia data ho pensato poi alla seconda implementazione del visore : il Gaming.
Ho provato tutti i giochi possibili, più o meno belli, ma secondo me il visore di Samsung è concepito perfettamente per godere di altri contenuti in primis film o concerti.
Vedere un film avendo la stessa sensazione di grandezza di un multisala (e vi assicuro che è proprio così) è una sensazione difficilmente ripetibile così come essere sul palco di un concerto insieme al vostro idolo musicale.
Una nota da fare però a Samsung c’è, la pessima distribuzione del prodotto se non tramite il loro shop…ma perché? Perché non farlo provare nei centri commerciali o nei negozi di elettronica o di videogiochi? Chi si ricorda il Nokia n gage dove una simpatica promoter lo faceva provare nei negozi di videogame?
Il Gear Vr che sia la prima versione o la seconda è un passo nel futuro e nel divertimento che TUTTI dovrebbero provare, se avete un Galaxy o state pensando ad un buon motivo per effettuare lo switch da un dispositivo diverso credetemi concedetevi l’acquisto, vivrete un’esperienza unica finalmente diversa da tutto quello a cui eravate abituati fino ad oggi.
Tornando al gaming mi soffermerei ad analizzare quello che il mercato offre per il visore.
Purtroppo al momento oltre qualche gioco carino che sa più di un’app che di un gioco vero e proprio non si va almeno con il materiale offerto al momento.
In più la combinazione del controller fisico e visore causa una forte sensazione di “motion stickness” soprattutto nei giochi in prima persona in quanto le due periferiche non sono assimilabili l’un l’altro a tal punto che vi ritroverete a togliervi immediatamente il visore e aspettare una buona mezz’ora che vi passi la nausea.
Diverso invece il progetto di Sony che con il suo nuovo Morpheus porterà su PS4 quello che i videogiocatori hanno sempre sognato ; essere fisicamente nel centro della scena proprio lì nel mezzo del combattimento, o su un aereo con la possibilità di guardare giù semplicemente inclinando la testa e vedere il mondo sotto che scorre e soprattutto avrà la chanche che manca a Samsung :il supporto degli sviluppatori che porterà l’avvento di titoli “tripla A” fruibili sul loro visore oltre ad adottare soluzioni alternative al controller classico per limitare appunto la sensazione di nausea creata invece dal Gear vr.
Htc e Valve promettono con il loro “Vive” di migliorare su tutti gli aspetti quello che di buono era stato creato implementando anche la riproduzione “virtuale” degli arti umani, ciò si tradurrà in un maggior coinvolgimento nella visione.
Immaginate di allungare il braccio per afferrare un oggetto e vedere nel visore il vostro arto riprodotto che effettua la stessa operazione; immaginate tutto questo nel Gaming e realizzate a cosa tutto ciò potrà portare.
Questa è la vera rivoluzione non solo in questo settore ma in tutto l’home entertainment
Dopo un periodo di stanchezza e di mancanza di idee, dove solo pochi titoli es. Destiny , sono riusciti a far breccia, finalmente si vede uno spiraglio di luce.
Vedremo quello che ci riserveranno i mesi a venire, sia come qualità dei titoli in uscita sia come nuove periferiche delle varie aziende che non tarderò a provare appena disponibili.
Ad oggi quindi la tecnologia c’è speriamo che la sappiano sfruttare nei vari settori soprattutto nel “Gaming” e che non finisca come diversi anni fa quando tutti sentivamo parlare di realtà virtuale e poi ci siamo ritrovati delusi con un banale “3d”.
Love and peace gente
